Un percorso riabilitativo per bambini, adulti e anziani
Per un bambino può significare raggiungere un bersaglio luminoso.
Per un adulto, ritrovare sicurezza nel passo dopo un ictus.
Per una persona anziana, affrontare con maggiore fiducia gli ostacoli di ogni giorno.
Età e storie diverse, unite dal desiderio di partecipare, muoversi e vivere con maggiore autonomia.
Da questa prospettiva è nata la Riabilitazione Ludica Integrata — RLI® di Acutis Clinic, il modello per il quale la Clinica ha depositato il marchio. Un modo di organizzare la cura che affianca alle competenze dei professionisti il coinvolgimento del gioco, gli ambienti interattivi e le tecnologie riabilitative.
Il percorso proposto in day service collega valutazione specialistica, esercizio personalizzato e continuità domiciliare. Un gesto ripetuto può diventare una meta da raggiungere, una sfida adeguata alle proprie capacità, un progresso da riconoscere. Il professionista sanitario della riabilitazione accompagna l’esperienza e ne controlla la qualità; la persona partecipa alla definizione degli obiettivi.
Che cos’è il day service
Il day service è un modello organizzativo di assistenza specialistica ambulatoriale complessa e coordinata, destinato a problemi clinici che richiedono più prestazioni e professionisti, senza rendere necessario un ricovero (Piano di Indirizzo per la Riabilitazione 2011 – Accordo Stato-Regioni 10 febbraio 2011, rep. 30/CSR).
La struttura prende in carico il problema del paziente e organizza visite, esami e trattamenti in una giornata oppure in un numero programmato di accessi. Il suo valore consiste nella gestione unitaria del percorso, il paziente non deve ricostruirlo autonomamente prenotando ogni singola prestazione.
Il gioco ha valore a ogni età
Nella RLI, “ludico” significa coinvolgente, interattivo e orientato a uno scopo. I serious games sono attività progettate con una finalità terapeutica o educativa; gli exergames associano il compito di gioco al movimento del corpo.
Per il bambino possono assumere la forma di una scoperta; per l’adulto, di una sfida funzionale; per l’anziano, di un’attività riconoscibile e gratificante. Scenari, linguaggio e richieste vengono adattati all’età, agli interessi e alle capacità della persona.
Il progetto offre occasioni di pratica ripetuta, riscontri immediati e difficoltà progressive. L’obiettivo è sostenere la partecipazione e collegare l’esercizio alle abilità necessarie nella vita reale. Il coinvolgimento è una risorsa del percorso; i risultati vengono verificati sulle funzioni e sulle autonomie.
Bambini e ragazzi: crescere nelle possibilità di fare
In età evolutiva, il percorso può essere valutato per bambini e adolescenti con paralisi cerebrale infantile, esiti di lesioni cerebrali acquisite e altre condizioni neuromotorie che comportano difficoltà di postura, equilibrio, coordinazione e uso degli arti.
Nella paralisi cerebrale infantile, studi clinici hanno esaminato l’aggiunta di esercizi in realtà virtuale o di simulatori equestri alla riabilitazione convenzionale, osservando benefici in alcune misure motorie e funzionali. Questi risultati sostengono la scelta di interventi mirati, con indicazioni diverse secondo il profilo del bambino.
Nei disturbi della coordinazione motoria, le attività interattive possono essere considerate come integrazione di un programma specifico. Gli studi presentano risultati eterogenei: contano la guida professionale, la qualità del gesto e la verifica di ciò che viene trasferito nelle attività quotidiane.
Una sequenza di bersagli può diventare l’occasione per esercitare l’arto superiore; uno spostamento del peso può allenare il controllo posturale; un percorso graduato può sostenere il lavoro sul passo. Gli obiettivi restano concreti: partecipare a un gioco con i coetanei, usare meglio un oggetto, mantenere una posizione utile o muoversi con l’assistenza necessaria.
Anche per bambini e ragazzi nello spettro autistico, quando siano presenti bisogni motori, difficoltà di coordinazione o di partecipazione, si possono valutare attività ludico-motorie individualizzate. Ambiente, stimoli e richieste devono rispettare il profilo sensoriale e comunicativo, gli interessi e i tempi della persona.
In questo ambito, la RLI viene proposta come supporto a obiettivi funzionali specifici, all’interno della presa in carico specialistica e in raccordo con la famiglia. Non costituisce un trattamento risolutivo dell’autismo e si integra con gli interventi raccomandati, affidati a professionisti con formazione specifica.
Adulti: recuperare gesti, sicurezza e partecipazione
Nell’adulto, il percorso può essere preso in considerazione soprattutto in presenza di:
- Esiti di ictus, con difficoltà motorie, di equilibrio, coordinazione o adattamento del cammino.
- Trauma cranico e altre lesioni cerebrali acquisite, secondo le capacità motorie e cognitive.
- Malattia di Parkinson, per obiettivi individuali relativi a mobilità, equilibrio e coordinazione.
- Sclerosi multipla, modulando esercizi e pause rispetto alla fatica e alle condizioni cliniche.
- Esiti di lesioni midollari, in relazione alle funzioni conservate, al controllo del tronco e agli obiettivi raggiungibili.
La diagnosi orienta il progetto, ma è il bisogno funzionale a guidare la scelta delle attività. Una persona può aver bisogno di allenare l’equilibrio; un’altra di coordinare visione e movimento, controllare il tronco, utilizzare meglio un arto o adattare il passo agli ostacoli.
Studi su persone con esiti di ictus hanno valutato il training dell’adattabilità del cammino con C-Mill; nella sclerosi multipla sono stati studiati esercizi interattivi per equilibrio e mobilità. Nel Parkinson sono stati esaminati anche programmi di teleriabilitazione con realtà virtuale. Queste ricerche orientano le scelte cliniche, con risultati che variano secondo popolazione e intervento utilizzato.
Attività selezionate possono inoltre integrare la riabilitazione dopo traumi o interventi ortopedici, quando serva recuperare equilibrio, coordinazione e fiducia nel carico. Tempi chirurgici, restrizioni al movimento e indicazioni dello specialista determinano quali esercizi siano consentiti.
Anziani: mantenere autonomia e fiducia nel movimento
Per una persona anziana, la rinuncia a muoversi può restringere le occasioni di uscire, incontrare gli altri e gestire le attività domestiche.
Il percorso può essere valutato in presenza di instabilità, precedenti cadute, paura di cadere, riduzione della mobilità dopo malattia o immobilità, oltre che nelle condizioni neurologiche già richiamate.
Le attività combinano, quando appropriato, equilibrio, adattamento del passo e attenzione. L’associazione tra training motorio e richieste cognitive è stata studiata anche nella prevenzione delle cadute: il trial V-TIME ha riscontrato una riduzione delle cadute con uno specifico programma di tapis roulant e realtà virtuale rispetto al solo tapis roulant. Il risultato riguarda quel programma e quella popolazione, e non rappresenta una percentuale di efficacia attribuibile alla RLI.
In presenza di lieve compromissione cognitiva, si possono considerare compiti motori e cognitivi graduati, dopo valutazione specialistica e verificando comprensione e tolleranza. Gli exergames sono oggetto di studi in questo ambito: l’obiettivo proposto è sostenere funzioni e partecipazione, senza promettere di arrestare un processo neurodegenerativo.
Un percorso che comincia dalla persona
Il primo passo è la valutazione del medico fisiatra e dei professionisti coinvolti. Si esaminano capacità motorie e cognitive, dolore, affaticabilità, comunicazione, sicurezza e necessità assistenziali.
Con la persona e, quando opportuno, con il caregiver vengono definiti obiettivi osservabili e significativi: raggiungere un oggetto, stare seduti più stabilmente, affrontare un passaggio, camminare in un ambiente frequentato o partecipare a un’attività familiare.
Il day service permette di coordinare nella stessa parte della giornata attività diverse, con pause, preparazione e assistenza, tornando a casa al termine dell’accesso.
Durata del ciclo e frequenza degli accessi vengono individualizzate. Il professionista sanitario della riabilitazione guida il trattamento. Secondo il bisogno, il progetto integra le altre competenze riabilitative necessarie.
Nirvana: muoversi dentro un ambiente che risponde
BTS Nirvana utilizza proiezioni e sensori per proporre un ambiente interattivo senza richiedere un visore indossabile. Raggiungere uno stimolo, riconoscere un bersaglio o rispondere a un cambiamento può associare esercizio motorio, attenzione e coordinazione visuo-motoria.
Il professionista sanitario della riabilitazione adatta il compito alla posizione e alle capacità della persona, modulando area di movimento, velocità e complessità. Si può lavorare sul gesto dell’arto superiore, sugli spostamenti del peso o sulla relazione tra percezione e azione.
Il riscontro dello scenario rende visibile l’esito del gesto, mentre il professionista verifica precisione, compensi e tolleranza.
Simulatore equestre: il ritmo al servizio della postura
Il simulatore equestre riproduce movimenti ritmici del cavallo in un ambiente controllato. Nel percorso RLI viene utilizzato per proporre esercizi di adattamento posturale, stabilità seduta, controllo del tronco e coordinazione, ma anche per la stimolazione cognitiva, associando al compito un’esperienza motivante.
Modalità di accesso, assistenza, movimenti e durata vengono definiti dopo valutazione clinica. Gli eventuali scenari e le consegne seguono le funzionalità realmente disponibili.
L’esperienza viene verificata sulle capacità della persona, senza equiparare automaticamente gli effetti del simulatore a quelli dell’intervento con un cavallo reale.
C-Mill: ogni passo diventa una decisione
Con C-Mill, il training del cammino può comprendere bersagli proiettati, ostacoli virtuali e giochi interattivi. La persona viene accompagnata a modificare il passo, rispondere a un segnale e adattarsi a richieste progressive, con la supervisione del fisioterapista e i sistemi di sicurezza previsti.
Il livello iniziale è scelto sulle capacità effettive. Soltanto quando appropriato si introducono compiti più complessi, come camminare e rispondere contemporaneamente a uno stimolo.
Per chi non presenta le condizioni necessarie, il progetto utilizza altre modalità di lavoro. Il traguardo è rendere il passo più utile alle richieste della vita quotidiana.
La vera integrazione: portare le abilità fuori dallo schermo
Le tecnologie acquistano valore quando il lavoro svolto viene collegato alle attività reali.
Dopo un compito con Nirvana si può provare a raggiungere un oggetto; dopo il training posturale si verifica una posizione seduta utile durante un’attività quotidiana; dopo C-Mill si esercitano passaggi, arresti e cambi di direzione in un ambiente reale protetto.
La giornata alterna quindi tecnologie selezionate, trattamento individuale, attività funzionali e pause. Tutti gli strumenti possono trovare spazio nel percorso, ma ciascun accesso impiega quelli pertinenti agli obiettivi.
L’assistenza viene commisurata alla sicurezza e al bisogno della persona. Il professionista osserva la risposta, modifica la difficoltà e riconosce quando è necessario interrompere o rivalutare l’attività.
Helios e BTS: proseguire anche a casa
La continuità domiciliare è parte del progetto. L’integrazione tra la piattaforma HELIOS di Almaviva e BTS Bioengineering offre il riferimento per organizzare esercizi e supervisione a distanza, secondo i moduli e i dispositivi attivati.
Prima dell’avvio, la persona sperimenta il sistema con il professionista. Si verificano comprensione, ambiente domestico, dotazione tecnica ed eventuale supporto del caregiver.
Il programma comprende attività prescritte e adattate, incontri da remoto quando previsti e revisione dei dati disponibili. I compiti domiciliari rispettano le condizioni di sicurezza e non includono attività a rischio senza l’assistenza necessaria.
Il lavoro in clinica e quello a casa condividono così obiettivi e progressione, mantenendo il contatto con l’équipe e verificando quanto appreso nel proprio ambiente. È una continuità coerente con l’approccio combinato tra presenza e distanza di Acutis Clinic.
Progressi da riconoscere, obiettivi da condividere
Il percorso prevede valutazioni iniziali, intermedie e finali, oltre ai controlli successivi indicati. I dati delle tecnologie vengono affiancati da misure funzionali appropriate, osservazione clinica e confronto con la persona e la famiglia.
Si considerano qualità del movimento, equilibrio, cammino, uso degli arti, attività quotidiane, partecipazione, fatica e aderenza. Ogni risultato viene letto rispetto al punto di partenza e agli obiettivi individuali.
La letteratura sugli strumenti interattivi orienta le scelte; gli esiti del modello RLI vengono documentati attraverso il monitoraggio del percorso. Una conquista conta quando ha un significato nella vita della persona.
Scoprire il percorso più adatto
Ad Acutis Clinic, a Magliano di Carmiano, in provincia di Lecce, la Riabilitazione Ludica Integrata propone un’esperienza nella quale competenze professionali, tecnologie e coinvolgimento personale lavorano verso obiettivi condivisi.
Per un bambino, un adulto o una persona anziana, il primo passo è una valutazione: comprendere il bisogno, riconoscere le risorse e scegliere attività appropriate. Per chi arriva da fuori territorio, è possibile richiedere informazioni sull’organizzazione degli accessi e sulle opportunità di ospitalità collegate al percorso.
Contatta Acutis Clinic per conoscere le modalità di accesso e richiedere una valutazione specialistica.
Riabilitazione Ludica Integrata (RLI)®: partecipare con piacere, lavorare sulle proprie capacità, dare valore a ogni conquista.
