Benvenuti.
Se siete arrivati fin qui, probabilmente conoscete già molte parole.
Diagnosi. Prognosi. Limiti. Attese. Paura.
Forse qualcuno vi ha detto cosa voi, vostro figlio o una persona che amate non potrà più fare.
Forse avete già percorso molti chilometri, bussato a molte porte, incontrato tanti professionisti.
Forse siete stanchi.
Io conosco quel viaggio.
Prima di essere CEO di Acutis Clinic, sono stata — e sono — la mamma di un bambino con una patologia neurologica.
Conosco la paura di un genitore davanti a una diagnosi.
Conosco l’incertezza.
Conosco il bisogno di capire se sia stato fatto davvero tutto ciò che era possibile fare.
Nel percorso di mio figlio, a un certo punto, mi sono posta una domanda.
È DAVVERO TUTTO QUELLO
CHE POSSIAMO FARE?
Ho scelto di cercare una risposta.
Ho studiato. Ho viaggiato. Ho incontrato professionisti. Ho conosciuto approcci differenti.
Ho scoperto quanto rapidamente stessero evolvendo le neuroscienze e quanto la neuroplasticità, la riabilitazione intensiva, la tecnologia e la robotica stessero aprendo nuove possibilità.
E ho scelto di non arrendermi senza averle cercate.
Quel percorso ha cambiato la storia di mio figlio.
Oggi ha davanti a sé una concreta possibilità di costruire una vita autonoma.
Ed è stato allora che è nata un’altra domanda.
Perché questa possibilità deve essere soltanto la possibilità di mio figlio?
Perché un’altra madre dovrebbe cercare da sola?
Perché una famiglia dovrebbe essere costretta a viaggiare, studiare, sostenere costi, cercare lontano da casa e sperare di incontrare le persone giuste?
Perché ciò che la ricerca e la tecnologia rendono possibile deve rimanere lontano dalla vita reale delle persone?
È DA QUESTE DOMANDE CHE È NATA ACUTIS CLINIC.
Insieme ai miei soci Antonio Palma e Gianmarco Negri abbiamo voluto costruire il luogo che avremmo voluto trovare noi quando ne avevamo bisogno.
Non semplicemente una clinica.
Ma un luogo nel quale la persona venga prima della patologia.
Un luogo nel quale competenze cliniche, riabilitazione, neuroscienze, tecnologia, robotica, ricerca e dati lavorino insieme per cercare, con serietà e rigore, ogni possibilità concretamente percorribile.
Perché dietro ogni diagnosi c’è una persona.
E ACCANTO A QUELLA PERSONA
C’È QUASI SEMPRE QUALCUNO CHE LA AMA.
Noi sappiamo che, durante un percorso di riabilitazione, ciò che per la medicina può essere un risultato clinico, per una persona e per la sua famiglia può significare molto di più.
Un dito che torna a muoversi.
Una mano che riesce di nuovo ad afferrare.
Un passo.
Una parola.
La possibilità di stare seduti.
Di mangiare autonomamente.
Di lavarsi.
Di tornare a compiere un gesto quotidiano senza chiedere aiuto.
Per un professionista possono essere outcome clinici.
PER UNA FAMIGLIA
SONO PEZZI DI VITA RESTITUITI.
Ed è per questo che, qui dentro, la speranza è una cosa seria.
Non vogliamo vendervi illusioni.
Non possiamo promettere miracoli.
Non possiamo promettere che ogni percorso raggiungerà il risultato che tutti desideriamo.
Sarebbe contrario alla scienza e contrario all’idea stessa sulla quale abbiamo costruito Acutis.
Possiamo, però, farvi una promessa diversa.
NON CONFONDEREMO MAI TROPPO PRESTO
UN LIMITE CON UNA CONDANNA.
Cercheremo.
Studieremo.
Misureremo.
Personalizzeremo il percorso.
Lavoreremo insieme.
Utilizzeremo le conoscenze, le competenze e le tecnologie che la scienza mette seriamente a nostra disposizione.
E continueremo a porci la domanda dalla quale, in fondo, tutto è cominciato:
QUANTO ANCORA POSSIAMO RESTITUIRE
ALLA PERSONA CHE ABBIAMO DAVANTI?
Per noi sperare non significa credere che tutto sia possibile.
Significa non dichiarare impossibile ciò che non abbiamo ancora provato seriamente a rendere possibile.
Significa prendere la vostra speranza e affidarla al rigore della scienza.
Trasformarla in una valutazione.
In un progetto.
In obiettivi.
In terapia.
In intensità.
In tecnologia.
In misurazione.
In piccoli risultati.
E, ogni volta che sarà possibile,
IN AUTONOMIA.
Questo è ciò che intendiamo quando diciamo che Acutis Clinic vuole
DARE FORMA ALLA SPERANZA.
Non venderla.
Non raccontarla.
Non prometterla.
Darle forma.
Attraverso la scienza.
Attraverso la tecnologia.
Attraverso la ricerca.
E soprattutto attraverso le persone.
Io ho percorso questa strada una prima volta per mio figlio.
Acutis Clinic è nata perché quello che ho imparato durante quel viaggio non rimanesse soltanto la sua possibilità.
Ma potesse diventare una possibilità per altri.
Per un altro bambino.
Per un’altra madre.
Per un padre dopo un ictus.
Per una ragazza dopo un trauma.
Per una persona con una patologia neurologica.
Per una famiglia che ha bisogno di sapere che qualcuno continuerà a cercare insieme a lei.
È per loro che abbiamo costruito Acutis Clinic.
È PER VOI CHE SIAMO QUI.
BENVENUTI IN ACUTIS CLINIC.
Qui non vi promettiamo l’impossibile.
Vi promettiamo che cercheremo, insieme a voi, tutto ciò che è ancora possibile.
Anna Cordella
Mamma di Antonio e CEO di Acutis Clinic
